Di Elena Cappai
Pubblicata anche su L’Arduino, settembre 2026
La lettura, una passione antica.
La condivisione, un piacere.
L’annuale Mostra della Ceramica di Castellamonte si accompagna dal 2023, alla manifestazione letteraria «Parole di Terra», che valorizza scritti brevi in prosa o in versi che parlano di argilla e di ceramica. Filia, vivace frazione di Castellamonte, tradizionalmente ospita la cerimonia di riconoscimento delle opere letterarie, attraverso una lettura pubblica, che ne restituisce il valore ed il legame con le tradizioni del territorio.
Il volume che raccoglie i testi dell’edizione 2025 della manifestazione è curato da Adriana Racca, Piera Giordano e Giuliana Reano che illustrano il senso dell’iniziativa ciascuna attraverso tre parole commentate, a simboleggiare il filo profondo che lega l’espressione letteraria al sentire dei luoghi. Il volume si compone di sei sezioni, che ospitano, tra poesie e racconti, 68 contributi. Le voci autoriali sono varie: dal giornalista, all’appassionato; dall’osservatore, al cultore della storia del territorio. Tutti con pari dignità.
Fra le pagine, scene piene e reali incontrano sprazzi di immaginato poetico, memorie intime intrecciano testimonianze di vita vissuta. Due i temi trasversali.
Primo, il valore antico della transumanza, dipinta nei suoi tratti di pratica di vita agreste e nei significati metaforici dell’eterno ritorno.
Disperde il vento un muggito, un belato,
suoni e richiami che danno allegria,
pratica antica, che ha avvicinato
uomo e natura in perfetta armonia.
Ciclo perenne di andata e ritorno,
ponte che annulla barriere e distanze,
fusi il passato e il presente in un giorno.
Nella seconda parte del testo emergono l’argilla e la ceramica. Ne sono tratteggiati, in un brillante intreccio tra poesia e prosa, tanto le virtù simboliche e trasformatrici, quanto la materialità e l’estetica.
Singolare, tra gli altri, il Dialogo con l’argilla, tecnicamente un monologo, nel quale il materiale si rivolge all’«uomo incredulo» per ricordargli la sua storia e farsi riconoscere in molti momenti di vita:
Come vedi sono una compagna silenziosa che ti ha servito per secoli con umiltà.
L’argilla diviene voce dell’altrove, quando i versi arrivano a tratteggiare Gaza, dove «Ogni passo è una crepa, /ogni sogno un frammento disperso».
Chiude la raccolta la sezione di racconti Argilla come metafora della vita, che attraverso più prose affronta il tema della trasformazione e della rinascita, passando per storie di diversità e di riscatto, fino alla distruzione di ciò che imprigiona, in una piena metafora di rinnovamento e appropriazione di sé.
Afferrai un martello e lo sollevai sopra la sua testa, la creta si sbriciolò in mille pezzi. Fu così che mi sentii libera dai giudizi, ripartii dalle mie imperfezioni e la mia arte divenne un riflesso della mia anima, pura e autentica, libera di essere manchevole.
Nel complesso, il testo restituisce uno spaccato vivo del territorio canavesano agricolo e artigiano, con la freschezza della coralità, la profondità del ricordo e la dignità di ogni voce, a beneficio di tutti.

