Recensioni: Mariano Tomatis, “Il trucco magico di Leonardo. Storia di un gioco di prestigio dall’Antica Roma ai Pokemon”

Pubblicato anche sulla rivista L’Escalina, anno VIII numero 1, 2026

Nella Roma del I secolo a.C., Gaio Scribonio Curione fa costruire due teatri rotanti. Di quell’invenzione restano poche righe, ma il suo enigma attraversa i secoli. Da Leonardo da Vinci, che tenta di decifrarne la logica, nasce una genealogia di giochi di prestigio che si dirama nei taccuini barocchi, nei gabinetti di curiosità e nelle scatole di magia, fino ai moderni gadget della cultura ataku. Il libro segue le metamorfosi di questa illusione in un viaggio tra archeologia, storia dell’arte e prestidigitazione, per restituire la potenza generativa di un’idea che, nata come enigma architettonico, ha alimentato secoli di invenzioni e meraviglie. L’autore delinea una via di evoluzione di quello che fu l’apparato scenico realizzato nel 53 a. C. da Gaio Serbonio Curione a Roma per celebrare i giochi funebri in onore del padre di cui restano pochi cenni scritti da Plinio il Vecchio. In sostanza, due enormi teatri in legno, affiancati e montati su cardini con un sistema di bilanciamento che permetteva a ciascuno di ruotare. Al mattino gli spettacoli si tenevano con i due teatri orientati in direzioni opposte, così che le scene non si disturbassero. Poi con un’unica manovra, le due strutture venivano fatte girare simultaneamente, anche con parte del pubblico presente, fino a congiungere le estremità e formare un anfiteatro completo, all’interno del quale prendevano il via i combattimenti tra gladiatori. Anche Leonardo da Vinci si appassionerà al teatro di Curione leggendo e rileggendo il passo di Plinio il Vecchio e dopo aver progettato un artificio scenico per mostrare gli inferi all’interno di una montagna, riprogetta il teatro di Curione, munendo i due emicicli di ruote e la chiusura attraverso catene. Secondo l’autore, la rotazione del pubblico (questa volta inconsapevole) è alla base del successo dello spettacolo di illusionismo di massa di David Copperfield che fece «sparire» per la prima volta nel 1983 la Statua della Libertà davanti ad una ventina di persone. Trasmesso in tv dalla CBS, l’evento fece il giro del mondo. L’autore attraversa secolo per secolo analizzando l’evoluzione dei giochi illusori che si basano sulla rotazione degli oggetti, partendo dall’analisi del gioco puerile delle bugie ritratto da Bernardino Luini nel 1520.

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