Di Elena Cappai, da “La biblioteca di Elena”, https://www.facebook.com/Elenachelegge/
La lettura, una passione antica.
La condivisione, un piacere.
Io non sono di Rimini, ma sono certa di averla riconosciuta. Non la regina della riviera, ma il borgo con i suoi odori, le luci, il suono del dialetto stretto nelle orecchie.
Sandro torna a casa, dopo essersi ubriacato di Milano, vittima e carnefice della sua dipendenza. Niente più adrenalina e rischio, niente tattiche e attese, solo passi e polvere, ricordi e amicizie rimaste lì. Nando accoglie il figlio, mentre combatte la malattia con la vita, a passo di danza, le piante a dimora nell’orto, il dolore impertinente.
Il romanzo è una strada di memoria, bella come la semplicità, piena delle scomode verità umane e delle bellissime delicatezze inattese. Ci sono la vita e la morte, il ricordo di una vita, la musica e le scelte, infine. Tutto quello che si può avere e poi ancora.

