Pubblicato anche sulla rivista L’Escalina, anno VII numero 1-2, 2025
Il libro di Adolfo Camusso ricostruisce la biografia di Flavio Razetti e nasce da una serie di articoli rimasti inediti che l’autore nel corso degli anni, ha costantemente raccolto e scritto, scoprendo poi ancora altri dettagli e documenti, spesso importanti che hanno così portato a concepire una vera e propria monografia dedicata alla vita e alle opere di Flavio Razetti. Il lavoro di ricerca riguarda un personaggio noto e poco noto al contempo e che animò la cultura canavesana con una personalissima visione del suo mondo e di quella passione quasi violenta che si manifestava come un vero e proprio «culto del territorio» iniziato nel tardo Ottocento e proseguito con vigore e capillarità nel corso del Novecento. Tra opere teatrali, romanzi e opere di elevato valore tipografico che celebravano il territorio, Flavio Razetti incarnò perfettamente l’intellettuale della prima metà del secolo che visse due guerre mondiali e in mezzo, l’ascesa delle dittature in Europa. La sua fu una vita per la cultura e per l’arte, in un percorso questo lavoro lo restituisce molto più cosmopolita di quanto lui stesso cercasse di incasellarsi come singolare «caso canavesano»: l’handicap fisico, la vita familiare travagliata, l’emigrazione in Sudamerica, il ritorno e il primo socialismo in Piemonte, furono capitoli fondanti della sua formazione. La delusione per la «vittoria mutilata» lo portò con i sindacalisti anarchici all’adesione al fascismo primigenio. Grande oratore finì per entrare in rotta di collisione con il regime quando Mussolini decretò lo smembramento amministrativo del «suo» Canavese. La delusione per quel nuovo ordine dal tragico epilogo, contraddistinguono la sua prima fase di vita. Il crollo della monarchia e l’amicizia con i duchi di Genova che si mantenne anche con il loro esilio, caratterizzarono il capitolo finale della sua vita reso più amaro dall’epurazione post-fascista che lo privò della tessera giornalistica: morì proprio alla chiusura di quel capitolo della nostra storia, capitolo che Adolfo Camusso meritoriamente riapre per offrire nuova vita a questo straordinario personaggio e perpetrare la memoria della cultura del territorio e dei suoi attori del Novecento.

